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domenica 10 maggio 2009

Auguri Anna

Anche se fisicamente lontana, Amelia Strega è un'amica sincera.
Una persona buona che ho avuto la fortuna di incrociare in questo mondo virtuale ed il piacere di conoscere ed abbracciare di persona!
Grazie Strega, sei grande!!!

Ecco le parole che mi ha dedicato:
Alla cara amica Anna nel giorno del suo genetliaco. un augurio sincero...
Una poesia su un fiore che reputo splendido.. il papavero.
Perchè? perchè credo che le assomigli... riesce a rallegrare il cuore e a brillare nel buio.. un sole nel sole...

martedì 5 maggio 2009

Here comes the sun for attirma

Questo bellissimo video mi è stato dedicato dall'amico Gio in occasione del mio compleanno.
Sono felice ed anche un pochino commossa che Gio abbia fatto questo lavoro tutto per me!
Pubblico il messaggio di auguri che mi ha inviato, talmente bello, che non ha bisogno di commenti... Eccolo:
"Cara annA,
Siccome penso proprio che non potrò proprio farti gli auguri di persona, ho pensato di farti cosa gradita, dedicandoti queste foto e questa musica.
Auguro ogni bene a te e ai tuoi familiari. Una preghiera speciale perchè il Signore ti accompagni sempre, ogni giorno, nella gioia e nei momenti più difficili.
Grazie per la tua amicizia così bella e preziosa.
Un abbraccio e, se permetti, un grosso bacio.
Gio"

lunedì 9 febbraio 2009

Lago del Brugneto - Torriglia (Genova) - Parco Antola





Fauna del Lago e della Val Brugneto
Oltre a ricadere nei confini del parco dell'Antola, la Val Brugneto è stata inserita come Sito di Interesse Comunitario (SIC) nella Rete Natura 2000 grazie alla presenza di habitat e specie di pregio naturalistico e di interesse scientifico a livello europeo.
Il lago, con una capacità pari a circa 25 milioni di mc d'acqua, rappresenta, nell'entroterra ligure, un'importante area di sosta per numerose specie di uccelli migratori: il cormorano (Phalacrocorax carbo), grosso uccello acquatico tuffatore, il limicolo cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), o l'ormai stanziale airone cenerino (Ardea cinerea) sono solo alcune delle specie che gli appassionati birdwatchers possono ammirare in volo sulle acque del lago.
La presenza di aree prative ad interrompere la fitta copertura arborea, rende il territorio un habitat ideale anche per numerose specie di mammiferi. Non è affatto raro imbattersi nei segni di presenza del cinghiale (Sus scrofa), o poter osservare il danino (Dama dama), la cui popolazione in Val Brugneto è in costante crescita. I suggestivi scorci panoramici che si aprono sulle anse più riparate, permettono altresì di osservare la ricca fauna ittica del lago, composta prevalentemente da carpe, persici sole, persici trota, alborelle, tinche e barbi.

Oltre a diverse specie di anfibi, tra cui la rana temporaria (Rana temporaria), le limpide acque dei corsi che alimentano l'invaso ospitano il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), specie prioritaria ai sensi della direttiva habitat nonchè importante indicatore di qualità dell'ambiente fluviale.
La Diga


Il lago del Brugneto è originato da una diga a gravità alleggerita posta a sbarramento dell'omonimo torrente, affluente del Trebbia. L'impianto iniziò ad erogare acqua nel 1960, la costruzione iniziò 5 anni prima, dopo anni di studi e osservazioni risalenti già al primo dopoguerra.

La deviazione del suo naturale deflusso, allo scopo di "dissetare" la città di Genova, ha reso il Brugneto il polmone della rete degli acquedotti genovesi nonchè la principale riserva idrica in Liguria.
La diga è posta a circa 800m. slm, è lunga 260m ed ha un'altezza massima di 80m. E' dotata di 3 scarichi che permettono di prelevare acqua a quote diverse a seconda del livello del lago e del grado di purezza.
Per raggiungere Genova l'acqua percorre 13Km di galleria attraverso un canale con pendenza 1/1000. La portata media di acqua ad uso potabile verso la città si aggira durante l'anno sui 1200l/sec, con portata massima di 2100l/sec. Il bacino alimenta anche due centrali idroelettriche, una ubicata alla base della diga e una costruita in galleria a Canate (Davagna-Ge), che ha prodotto, dal 1961 ad oggi (anno 2008), dai 20 ai 40 milioni di kWh/anno.
Il principale impianto di potabilizzazione è situato alle porte di Genova: una volta resa potabile, l'acqua è immessa nella rete di distribuzione per servire la parte orientale della città e alcuni comuni della riviera ligure come Recco, e Pieve Ligure. Possono inoltre attingere acqua dal bacino del Brugneto il Lago di Val Noci, l'Acquedotto Civico e l'Impianto di filtrazione del Comune di Torriglia, nonchè l'ex Consorzio Uscio-Bargagli-Lavagna, che distribuisce l'acqua ai comuni dell'entroterra genovese verso levante.
Itinerario intorno al lago
Il Sentiero Brugneto è un percorso escursionistico ad anello di circa 14 Km, accessibile da diverse località della Val Brugneto.
Segnavia: un cerchio giallo pieno barrato.
Lunghezza del percorso: 14Km
Tempo di percorrenza: 5/6 ore
Difficoltà: facile
Si può percorrere l'intero tracciato o, semplicemente, tratti da una località all'altra.
Raggiungibilità:
In auto: gli accessi principali sono situati presso la diga, raggiungibile da Torriglia (Ge) percorrendo la SP.15 per la località Santa Maria del Porto e quindi per la diga. In alternativa, da Montebruno (Ge)- SS45 Ge-Pc, si percorre la SP.15 seguendo le indicazioni per Retezzo.
Trasporto pubblico: da Genova-Piazza Verdi, servizio extraurbano per Torriglia e coincidenza per le località Garaventa, Campo Maiotto, Costa di Paglia, Bavastri, Caffarena, Rondanina.


Foto attirma© 09.02.2009
Testo gentilmente concesso dall'Ufficio dell'Informazione ed accoglienza turistica di Torriglia, sede di Via N.S.della Provvidenza 3, 16029 Torriglia- Ge Tel. 010944931.©

mercoledì 28 gennaio 2009

IL CRISTO DEGLI ABISSI 2009 nel parco acquatico protetto di Portofino


Pubblico questo post grazie alla gentile concessione del canale YouTube amicidelvideo2009 http://www.youtube.com/watch?v=ELcpSJuFkvc

Il Cristo degli abissi è una statua bronzea posta nel 1954 sul fondale della baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino all'interno dell'Area Marina Protetta di Portofino, a 17 metri di profondità.La statua nacque da un'idea di Duilio Marcante che, a seguito della morte di Dario Gonzatti durante un'immersione nel 1950, spinse per la posa di una statua di Cristo sul fondale marino; il 22 agosto 1954 la statua del Cristo degli abissi viene posta nella baia di fronte a San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino.La statua, alta circa 2,50 metri e realizzata dallo scultore Guido Galletti, venne posta grazie alla Marina Militare Italiana a circa 17 metri di profondità, fu portata sul fondo grazie a molti subacquei tra cui Giorgio Fontana; le mani del Cristo, rivolte alla superficie (o al cielo, se non si trattasse di una statua subacquea) sono aperte in segno di pace.La baia di San Fruttuoso prospeciente l'Abbazia di San Fruttuoso. Appena più a destra, in mare, è immersa la statua del Cristo.Per ottenere il bronzo della statua vennero fuse medaglie, elementi navali (perfino eliche di sommergibili americani donati dall'U.S. Navy) e campane. A seguito della morte di Marcante venne posta una targa sul basamento della statua in sua memoria.Nel 2003 la statua è stata restaurata per preservarla dalla corrosione e dalle incrostazioni e, soprattutto, per riattaccarle la mano staccata da un'ancora, per poi essere riposizionata sott'acqua il 17 luglio 2004 su un nuovo basamento, ad una profondità inferiore a quella precedente.(Genova, 15 ottobre 1914 8 novembre 1985) , considerato il "padre" della didattica subacquea italiana, è stato un subacqueo italiano.A lui, assieme a Luigi Ferraro, si deve la nascita nel 1948 del metodo didattico italiano, mirato all'avvicinamento alla subacquea, sviluppatosi poi fin dal 1957 nei corsi della Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee (FIPSAS).Prima della Seconda Guerra Mondiale Marcante, assieme a Egidio Cressi (fondatore poi della Cressi-sub), Luigi Ferraro, Ludovico Mares (fondatore della Mares) e altri si dedicarono allo sviluppo delle prime strumentazioni per la subacquea.Durante la guerra l'attività di Cressi e di Marcante subisce un notevole rallentamento, ma nonostante questo nel 1943 viene fondata la Cressi-sub nell'entroterra ligure, dove anche Marcante si trasferisce per contribuire alla produzione delle attrezzature. Dario Gonzatti crea in questi primi laboratori il prototipo sportivo dell'autorespiratore ad ossigeno (ARO) sulla base dello stesso respiratore usato dalla Marina Militare. Conosciuto durante una battuta di pesca subacquea Luigi Ferraro, questi viene inserito nel gruppo.Quando Dario Gonzatti muore durante un'immersione nel 1947 Duilio spinge per la posa di una statua di Cristo sul fondale marino; il 22 agosto 1954 la statua del Cristo degli abissi viene posta nella baia di fronte a San Fruttuoso, vicino a Camogli.Il 15 maggio 1948 nasce l'Unione Sportivi Subacquei, (USS), la prima associazione italiana di questo tipo. Nel 1949 la Federazione Italiana Pesca Sportiva (ora FIPSAS) assorbe l'associazione, pur lasciando libertà organizzativa a Ferraro e amici e spingendo in modo insperato lo sviluppo della didattica propedeutica alla disciplina.Nel 1954 l'USS si scioglie, dando vita a svariate associazioni a carattere locale; Marcante assume l'incarico di organizzatore e istruttore del neonato Centro Subacqueo Mediterraneo di Nervi, mantenendo sempre la sua totale autonomia.Nel 1959 nasce infine la Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee (CMAS), adottando la didattica sviluppa fino ad allora.Negli anni seguenti Marcante continua a perfezionare i programmi didattici delle varie organizzazioni sportive, istruendo anche Carabinieri, Guardie di Finanza, Vigili del Fuoco e militari.
(Grazie all'amico Nicola e alla concessione del materiale fotovideo personale dell'escursione Subaquea al Cristo degli Abissi assieme ai suoi amici Sub!!!)

mercoledì 26 novembre 2008

La Starna (Perdix perdix)

Classe: Uccelli
Famiglia: Fasianidi
Genere: Starna

Originaria della Steppa, immigrata nelle nostre zone coltivate dove era frequente incontrarla nei campi e prati aridi.
In Italia l'ambiente che meglio le consente di vivere e riprodursi è abbastanza localizzato: Piemonte a sud del Po, Appennini settentrionali e centrali fino in Toscana.
La starna era presente anche in Valpadana, Umbria, Maremma, Marche e Lazio ma, le mutate condizioni dell'ambiente (agricoltura intensiva o, all'opposto, abbandono dei terreni collinari, caccia, inquinamento) ne hanno decretata in alcune zone anche la scomparsa.
La sua eventuale presenza è dovuta, talvolta, a "maldestri" ripopolamenti annuali che quasi sempre sono del tutto negativi, soprattutto se effettuati in febbraio-marzo.
La scomparsa di idonei habitat, e qui mi riferisco alla Provincia di Genova (Italy) ove risiedo, rende inutili eventuali tentativi di reintroduzione di brigate di starne allo scopo di ripopolare "naturalmente" i territori circostanti. Si consideri inoltre che gli animali immessi, nati in incubatrice, allevati a mangime, trattati con antibiotici, al momento dell'immissione sul territorio hanno pochissime possibilità di scampare alla fame ed ai nocivi.

LA STARNA E LE STAGIONI

Per ogni stagione uno stile di vita!
A marzo si formano le coppie, ed essendo monogame, resteranno unite fino alla scomparsa di uno dei partner.
Scelto il luogo ove nidificare, delimitano il territorio scacciandone gli intrusi.
La femmina depone le uova nel nido, sito in una piccola conca nel terreno e foderato d'erba o fieno, in numero da 8 a 15. Vengono incubate da 23 a 25 giorni ed i pulcini sgusciati sono vivacissimi e precoci, la loro permanenza nel nido è di poche ore: giusto il tempo per "prender forza". Subito al seguito dei genitori per lezioni di vita, non facile, poichè tanti sono i nemici di questo uccello.
In caso di pericolo, la madre si finge ferita e si fa inseguire dall'assalitore allontanandolo dalla brigata, per tornare dai piccoli quando il nemico è distanziato.
Le brigate, compatte, in caso di sbrancamento si chiamano con insistenza fino al ricongiungimento del gruppo.
La starna, pur essendo granivora, non disdegna vermi, insetti, lumachine e piccoli frutti. Raramente beve, le basta la rugiada che raccoglie dall'erba.
A settembre:
"passano la notte fra i culmi de' grani, in ottobre esse dormono nei campi arati, il primo chiarore dell'alba nascente le desta; la loro testicciola esce da sotto l'ala che la ricopriva; esse scuotono le loro piume arruffate, si chiamano a vicenda e le vicine compagne rispondono" (Ghidini)

MASCHIO O FEMMINA?

I sessi si distinguono per una macchia color cioccolato a forma di ferro di cavallo, presente nel ventre dei maschi adulti.
Il piumaggio, per ambo i sessi, è nella parte superiore bruno rossiccio su dorso e sovraccoda. Tinta bianco-fulva su scapolari e copritrici alari. La testa bruna, striata di brunastro, petto grigio con variegature nere e marroni, addome bianco, zampe grigio-brune.

PER CONCLUDERE... "La smorfia"...

Sognare una starna: desideri irrealizzabili. Numeri della cabala: 58 - 81
Sognare molte starne: felicità. Numero: 36.
... Sogni d'oro a tutti!!





Scatti delle immagini effettuati in Valbisagno (Genova - Italy) Novembre 2008

mercoledì 12 novembre 2008

english setter ... il Re del vento!



Le origini
Diverse sono le ipotesi sulle origini del setter inglese.Le caratteristiche riscontrabili ancor oggi nella razza furono date al setter dagli inglesi. Dall'opera di ricerca, selezione ed allevamento alla quale si dedicò nel 1800 l'allevatore Sir Edward Laverack , si ha la nascita della razza del setter inglese "Setter Laverack". In Italia la razza fu ulteriormente perfezionata e fissata da illustri ed abili allevatori tanto che i nostri setter sono oggi i migliori nel mondo.

 
Caratteristiche fisiche
Robusto ma non pesante elegante armonioso.
Testa dolicocefala lunga, asciutta e leggera con stop ben pronunciato.
Il cranio è ovale tra gli orecchi, con protuberanza occipitale ben marcata.
Collo ben muscoloso e magro, leggermente arcuato nella parte mediana superiore, congiunzione con la testa nettamente marcata, orecchie attaccate in basso, occhi grandi, brillanti, dolci, espressivi e intelligenti in posizione semilaterale di colore nocciola scuro il più possibile, l'arcata sopraccigliare nettamente separata dalla fronte, le palpebre ben aderenti al bulbo oculare, colore del margine marrone o nero.
Coda inserita grossa e robusta alla radice va diminuendo verso la punta ,di media lunghezza, leggermente incurvata o a scimitarra.
Gli arti sono solidi e dotati di buona muscolatura. Il dorso è corto e orizzontale, il rene largo, leggermente inarcato, forte e muscoloso. 
Pelo fine setaceo stirato circa 5/6 cm, raso sulla testa ad eccezione della faccia esterna del padiglione orecchie, ed ai lati dell'avambraccio, del tarso e metatarso.
Il tronco sta nel rettangolo.
Manto bianco e nero (blu-belton) bianco arancio (lemon belton) bianco marrone (liver belton) tricolore (bianco a macchie nere e focature), le moschettature possono essere più o meno numerose e le macchie più o meno grandi, la pelle sottile e ben aderente al corpo in ogni regione.
       Carattere e comportamento
Dolcissimo, sensibile, intelligente e socievole.
Andatura in caccia al gran galoppo (spigliato) elegantissimo e rapido ma non impetuoso. Portamento di testa e di naso alto, ma non in modo costante e rigido.
Fermatore solido con attitudine al recupero e riporto.
Sempre attivo e vigoroso
Taglia: 56-62 cm al garrese il maschio; 54-60 la femmina.
Peso da 20 a 30 kg.




Le foto pubblicate sono del mio setter inglese Kim, oggi quattordicenne!

martedì 11 novembre 2008

Piumetto rosso... io lo chiamo così!

   Il suo nome è in realtà "callistemon speciosus", ma a me piace chiamarlo piumetto rosso per i suoi rossi pennacchi che fioriscono alla sommità dei rami.
E' un arbusto di provenienza australiana appartenente alle mirtacee che, per la sua rusticità, può abbellire il nostro giardino in cambio di pochissime attenzioni.


L'ho comprato tre anni fa e da allora mi ha regalato una fioritura dopo l'altra.  In primavera ed estate i fiori sono abbondanti ma anche in inverno, quando il giardino è spoglio, i suoi piumetti rossi rallegrano gli occhi con un tocco colorato...

...Come ben descrive questa foto dove i fiori sono spruzzati di neve:
La foto "innevata" ci mostra che la rusticità di questa pianta ben sopporta anche temperature rigide.
Appena la temperatura si fa più mite api e bombi si affaccendano su queste soffici corolle che, considerato il continuo viavai, ritengo siano ricche di nettare!

 Alla caduta dei petali compaiono sullo stelo dei piccoli frutti sferici, che al tatto emanano un aroma simile all'eucalitpo.


                                                                     Eccoli:...



Immagini scattate a Bargagli (Valbisagno-Genova) mt.750slm