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sabato 5 gennaio 2013

Epifania



Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda...tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda...ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda... tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti...
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila...
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.
Giovanni Pascoli
(1855-1912)

(Immagine scaricata da: http://trucchistreaming.blogspot.it/2013/01/immagini-e-foto-befana-2013.html)


domenica 29 gennaio 2012

INFERNO E PARADISO...



Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno»
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo
dal profumo delizioso. Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone
sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio
disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che
l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai
lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro
sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio : «Non capisco!» E' semplice, - rispose Dio, - essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé' stessi....ma permette di nutrire il proprio vicino.
Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! Quelli dell'altra
tavola, invece, non pensano che a loro stessi...
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura...La differenza la portiamo
dentro di noi.
Mi permetto di aggiungere... "Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i
bisogni di tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi.
I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto
che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere
avvenire nel mondo".

sabato 13 febbraio 2010

Nel cerchio del tempo

tempo

Il giorno inizia con l’alba, quando il sole sorge, e termina al tramonto, quando il sole scende dietro all’orizzonte salutato dall’Ave Maria. Dal tramonto fino all’ultima luce c’è un tempo che non è più giorno e non è ancora notte, e si chiama crepuscolo: l’ultima luce è blu, e in quest’ora il profumo dei fiori è più intenso. Segue la notte e dura fino al primo chiarore, annunciato dal canto del gallo, quando delle cose si inizia a distinguere la forma ed il colore. E dal primo chiarore fino all’alba c’è un tempo che non è più notte e non è ancora giorno, e si chiama aurora. I tempi che formano il giorno sono tre: Il mattino, a partire dall’alba, il mezzodì che precede di un’ora e di un’ora segue il vero mezzogiorno, quando il sole raggiunge il punto più alto del suo arco in cielo e accorcia le ombre quanto di più non potrebbe, e il pomeriggio, fino al tramonto.Anche la notte si conosce in due parti: fino alla vera mezzanotte si dice sera, dopo è notte profonda; e, nella notte profonda, il momento più buio è quello che precede il ritorno della luce, e la luce ritorna e ritornerà sempre fino alla fine dei tempi.

Ricorda: il periodo di luce, dall’inizio dell’aurora fino al termine del crepuscolo, è fatto per la veglia, quello del giorno per le occupazioni, quello della notte per la quiete ed il sonno. Tolte le eccezioni, per natura o per necessità, questo è vero per le persone, gli animali, le piante e tutto ciò che vive.

Le  ore sono la dodicesima parte del giorno, segnano l’antica suddivisione del tempo, la loro durata cambia continuamente nel corso dell’anno e sono più lunghe in estate e più corte in inverno. La prima ora inizia con l’alba: a dicembre, termina circa dopo 45 minuti; a marzo e a settembre, dopo circa 60; a giugno dopo circa 75; Le altre undici ore hanno la stessa durata della prima. L’ultima ora, la dodicesima, termina con il tramonto.

L’alba, il vero mezzogiorno, il tramonto, l’ultima luce e il primo chiarore sono i momenti che segnano i tempi del giorno e della notte e che possono essere riconosciuti senza orologi nè altri strumenti. Questi momenti non sono uguali per tutti, ma diversi di luogo in luogo;  e nello stesso luogo, alba e tramonto accadono in momenti diversi per chi vive sulla costa e per chi vive in altura, per chi vede l’orizzonte sul mare e per chi lo vede delimitato dai monti lontani, quelli così lontani da prendere il colore del cielo o sfumare nella foschia.

Nel grande gioco delle corrispondenze, il ciclo del giorno e della notte riverbera quelli dell’anno e della vita. Così, all’avvicendarsi di mattina, mezzodì, pomeriggio, crepuscolo, tramonto, notte e aurora, corrispondono altrettante STAGIONI.

La primavera inizia quando il bosco comincia a vestirsi di foglie, l’estate quando il grano è maturo e pronto per la mietitura, l’autunno quando il bosco si tinge di giallo e poi di rosso; l’inverno nel giorno del solstizio, poi nel gelo ogni cosa si addormenta.

E come il ciclo del giorno e della notte e quello dell’anno, così anche la vita, per noi e per tutto ciò che vive, gira in una ruota che, se non è interrotta dal destino, attraversa altrettanti tempi: la giovinezza che segue la nascita e accompagna lo sviluppo; l’età adulta fatta di autonomia, lavoro e fertilità; la maturità è il tempo del raccolto, della moderazione e della riflessione; la vecchiaia che sopraggiunge quando i ricordi ed i rimpianti prendono il Csopravvento sulle speranze ed i progetti e, poco a poco, il corpo e la mente si allontanano dal mondo; il tempo del sonno profondo che inizia con la morte, e quello della rinascita che torna con il concepimento.

Di luogo in luogo, secondo la posizione, l’orientamento e l’altitudine dei luoghi cambiano l’inizio e la durata delle stagioni. E così, di persona in persona, al di la delle convenzioni e delle età legali, cambiano l’inizio e la durata dei tempi della vita.

Giorno e Dio scendono da un’unica parola, dyaus, che un tempo, prima di questi tempi, nel nord dell’India significava cielo luminoso.

 

Tratto da “Il Bugiardino 2010 – lunario agenda delle terre liguri”. Di M.Angelini e M.C.Basadonne © degli autori

sabato 6 febbraio 2010

Cioccolato caldo... e saggezza!

 
Un gruppo di amici, affermati nel lavoro e che stavano discutendo sulle loro vite, decisero di andare a visitare un loro anziano professore universitario ormai in pensione, da sempre loro punto di riferimento.
Durante la visita si lamentarono con lui dello stress che incombeva sulla loro vita, il lavoro e le relazioni sociali.
Volendo offrire ai suoi ospiti un cioccolato caldo, il professore andò in cucina a prepararlo e tornò da loro con una brocca ed un assortimento di tazze. Alcune di vetro, altre in porcellana, alcune semplici altre in costo cristallo e di squisita fattura.
Il professore li invitò a servirsi da soli il cioccolato.
Quando tutti ebbero in mano la loro tazza fumante, il professore espose le sue considerazioni:
"Noto che sono state prese tutte le tazze più belle e costose, mentre sono state lasciate sul tavolino quelle di poco valore. La causa dei vostri problemi e dello stress è che per voi è normale volere sempre il meglio. La tazza da cui state bevendo non aggiunge nulla alla qualità del cioccolato caldo. In alcuni casi la tazza è molto bella mentre alcune nascondono anche quello che bevete.
Quello che ognuno di voi voleva, in realtà era il cioccolato caldo. Voi non volevate la tazza. Ma consapevolmente avete scelto le tazze migliori. E subito, avete cominciato a guardare le tazze degli altri.
Ora amici vi prego di ascoltarmi.
La vita è il cioccolato caldo. Il vostro lavoro, il denaro, la posizione nella società sono le tazze. Le tazze sono solo contenitori per accogliere e contenere la vita. La tazza che avete non determina la vita, non cambia la qualità della vita che state vivendo. Qualche volta, concentrandovi solo sulla tazza, voi non riuscite ad apprezzare il cioccolato caldo che contiene!
Le persone più felici non hanno il meglio di ogni cosa, ma apprezzano il meglio di ogni cosa che hanno!
Vivete semplicemente. Amate generosamente. Parlate gentilmente.
E ricordatevi: la persona più ricca non è quella che ha di più, ma quella che ha bisogno del minimo."
...Godetevi il vostro cioccolato caldo!

martedì 2 febbraio 2010

Il giorno della Santa Candelora

Ricordato dalla Chiesa cattolica il 2 Febbraio (presentazione di Gesù al tempio) con la benedizione delle candele, il giorno della Candelora cade quaranta giorni dopo il Santo Natale.
"Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima" (Itinerarium 24, 4)
La legge giudaica prevedeva che i primogeniti maschi dovessero essere presentati al Tempio 40 giorni dopo la nascita per il rito di purificazione e così fece anche Maria, madre di Gesù.
§§§§§

Molti sono i proverbi e detti popolari legati a questo giorno, alla fine la morale è la stessa: la speranza di uscire presto dall'inverno...
 Un antico proverbio latino recita:
"Si Purificatio nivibus - Pasqua floribus
 Si Purificatio floribus . Pasqua nivibus"
Ovvero se il 02 Febbraio era  nevoso, la Pasqua sarebbe stata bella, se invece il giorno della Candelora era sereno, a Pasqua sarebbe caduta la neve.
Altro detto: "Alla Candelora l'inverno fugge o si rincuora"
Nel mondo anglo sassone, un proverbio recita:
"If Candelmas Day be fair and bright
Winter will have another fight
If Candelmas Day bring clouds and rain
Winter is gone and won't come again"
Traducendo: "se il giorno di Candelora sarà bello, tornerà di nuovo l'Inverno, se invece è nuvoloso e piovoso, l'Inverno è oramai finito"

    lunedì 23 novembre 2009

    Buon compleanna Claudio!!


    La cara amica Simonetta, in arte fufuralzu (su youtube: http://www.youtube.com/user/fufuralzu ), ha dato ancora una volta sfogo alla sua vulcanica mente ideando questo video e dedicandolo a mio marito, in occasione del suo compleanno.
    Alla sempre gentile ed affettuosa Simo diciamo: Grazie!

    lunedì 19 ottobre 2009

    Pellicce: E' di moda la pelle altrui!


    Non voglio dilungarmi sui metodi di allevamento, cattura, uccisione e scuoiatura degli animali usati per confezionare capi e accessori di abbigliamento, è già stato fatto da fonti più autorevoli di me!
    Soltanto una riflessione: l'essere umano da sempre si crede superiore a tutti gli altri esseri viventi e in più di un'occasione ha dimostrato di essere, in realtà, il più imbecille e senz'altro il più malvagio.
    Una di queste "occasioni" è appunto l'indossare pellicce, circostanza in cui imbecillità e malvagità si muovono a braccetto.
    Soltanto un imbecille può agghindarsi con la pelle altrui senza chiedersi quanta sofferenza ha causato questa sua scelta e, nel caso lo abbia fatto continui imperterrito, entra in gioco la malvagità.
    Non aggiungo altro. Inserisco però questo video che, in semplicità, racconta la speranza, la paura e la sofferenza di tante povere creature.
    Ringrazio l'utente YouTube "Vegan Tes" per avermi permesso la pubblicazione del video.
    Questi i suoi link: http://www.youtube.com/user/VeganTes e http://furcoat.segolia.net/

    sabato 22 agosto 2009

    Project Flowers 4 MS to raise funds and awareness for Multiple Sclerosis


    Questo video e le parole che lo accompagnano provengono dal canale youtube di angelusa73 http://www.youtube.com/angelusa73 la coraggiosa e battagliera fondatrice del progetto flowers 4 ms al fine di aiutare il più possibile la ricerca sulla sclerosi multipla. Tutti i dettagli sul progetto e importanti notizie sulla malattia sono presenti sul sito di Angela al seguente indirizzo (anche in lingua italiana): http://www.flowers4ms.com/
    ******
    This video presentation talks about the project that I called "Flowers 4 MS" and that I created during one of my worst relapses in September of 2007 and that I use to raise funds and awareness for Multiple Sclerosis.

    I chose flowers to rapresent this disease because I view them as a symbol of hope, beauty and life and I feel they are the perfect representation of my dream, which is finding a cure for Multiple Sclerosis and for all the rare neurological diseases that are so similar to it.
    Flowers bring joy and beauty in very simple, but wonderful ways and they speak to everyones hearts through their beauty.
    I wanted to use something as beautiful and positive as flowers to overshadow the pain and suffering that these disorders can cause to many of us.

    Please, help me support research and be a part of Flowers 4 MS project.
    Please, go to www.flowers4MS.com to learn about me, my journey with MS and what I do to raise funds for research for a cure for Multiple Sclerosis.
    Thank you very much.
    PS: I am planning to start working on becoming a foundation this coming fall, MS permitting, of course! :)

    sabato 15 agosto 2009

    Sclerosi Multipla: Conoscerla per combatterla! - multiple sclerosis: know to combat it!

    Quanto di seguito pubblicato è un estratto del sito http://www.flowers4ms.com/
    che vi invito con tutto il cuore a visitare per conoscere il progetto Flowers 4 MS
    E' disponibile anche in lingua italiana, basta un click sulla piccola bandiera del nostro paese! Inoltre, nella "Pagina dei commenti", vengono proposte interessanti questioni sulle quali dovremmo riflettere più spesso...
    Prendiamoci un attimo di pausa e clicchiamo qui:
    http://blog.flowers4ms.com/
    Sito e progetto sono il frutto del lavoro e della dedizione di una mia cara amica, Angela.
    La sclerosi multipla può entrare improvvisamente nella vita di ciascuno di noi, dei nostri figli e dei nostri cari. Cercando di conoscerla forse decideremo di aiutare chi, con dedizione e sacrificio, si occupa di ricerca.
    Grazie per l'attenzione.
    Il video in coda a questo post lo dedico con tanto affetto ad Angela e aggiungo, citando le sue parole: "Gli incontri speciali, nella vita, non mancano davvero…ed e`sempre possibile incontrare un angelo…"

    I would like to present to you a project that my friend Angela created. It is called Flowers 4 MS.
    The website, www.flowers4ms.com, and the project were created by Angela with love and dedication and talks about Multiple Sclerosis, the disease that is affecting her life.
    This disease can enter our lives and the lives of our children and our loved ones at any moment.
    Learning about Multiple Sclerosis can inspire us to help those who through their sacrifice and determination, are searching to find a cure for this disease.
    The video that I created and posted on my YouTube channel was dedicated to Angela with lots of love and I would like to end this message by sharing these words with all of you:
    Special meetings in our lives, are manyand its always possible to meet an angel

    Cos'è la sclerosi multipla

    La sclerosi multipla (SM), o sclerosi a placche, è una malattia grave del sistema nervoso centrale, cronica e spesso progressivamente invalidante.
    Nonostante i molti passi avanti fatti dalla ricerca scientifica, la causa e la terapia definitiva della SM sono ancora sconosciute. L’ipotesi oggi dominante è che esista una predisposizione genetica a sviluppare la malattia, predisposizione con la quale interagiscono fattori esterni, forse virali, che scatenano l'esordio della malattia.

    In Italia 54.000 persone sono colpite da SM, uno ogni 1.100 abitanti. Ogni anno si verificano 1.800 nuovi casi.
    L’età di esordio è tra i 15 e i 50 anni, anche se questa malattia si manifesta soprattutto tra i giovani adulti, tra i 20 e i 30 anni, e tra le donne, in un rapporto di due a uno rispetto agli uomini.

    CAUSE DELLA MALATTIA

    Le cause della SM non sono ancora note. Sulla base dei risultati di molte ricerche scientifiche si ritiene siano coinvolti più fattori che interagiscono tra loro: una predisposizione genetica a sviluppare la malattia e un agente ambientale in grado di stimolare il sistema immunitario, geneticamente alterato, ad aggredire una parte del proprio organismo, ovvero la mielina.

    La predisposizione genetica è dimostrata dal fatto che la SM è più frequente in chi ha un parente di primo grado colpito dalla malattia; in alcune popolazioni in cui la SM è più frequente sono anche stati identificati geni assenti in altre persone. Tale predisposizione genetica però non è sufficiente da sola a determinare lo sviluppo della malattia: è necessario l’intervento di un fattore ambientale, forse virale, che stimoli il sistema immunitario geneticamente alterato a reagire in modo abnorme aggredendo la mielina e dando così inizio alla malattia.
    Contrariamente alle cause, il meccanismo alla base della malattia è invece relativamente conosciuto: si tratta di un meccanismo immunologico, per la precisione autoimmune.
    La SM infatti è una malattia autoimmunitaria.
    E’ oggi generalmente riconosciuto che la SM si basa su una risposta immunitaria anormale diretta contro la mielina del sistema nervoso centrale dello stesso organismo, che viene aggredita e distrutta.

    SINTOMI DELLA MALATTIA

    I sintomi o disturbi della malattia che possono presentarsi durante il decorso sono estremamente variabili e sono in genere dovuti all’interruzione nella conduzione o all’alterato funzionamento degli impulsi nervosi in corrispondenza delle aree di perdita di mielina e di danno dell’assone.
    L’intensità dei sintomi dipende da quanto è estesa l’area di perdita di mielina e da quanto è grave il danno degli assoni, mentre il tipo dei sintomi dipende dalla sede.
    La frequenza dei diversi sintomi aumenta in genere con la gravità e la durata della malattia anche, se per alcuni, non vi sono chiare correlazioni.
    ¦ Disturbi cognitivi
    ¦ Disturbi della coordinazione (cerebellari)
    ¦ Disturbi della parola
    ¦ Disturbi della Sessualità
    ¦ Disturbi emotivi
    ¦ Disturbi intestinali
    ¦ Disturbi motori
    ¦ Disturbi sensitivi
    ¦ Disturbi visivi
    ¦ Fatica
    ¦ Spasticità


    About Multiple Sclerosis

    MS is thought to be an autoimmune disease that affects the central nervous system (CNS). The CNS consists of the brain, spinal cord, and the optic nerves.

    Surrounding and protecting the nerve fibers of the CNS is a fatty tissue called myelin which helps nerve fibers conduct electrical impulses.

    In MS, myelin is lost in multiple areas, leaving scar tissue called sclerosis. These damaged areas are also known as plaques or lesions. Sometimes the nerve fiber itself is damaged or broken.

    Myelin not only protects nerve fibers, but makes their job possible. When myelin or the nerve fiber is destroyed or damaged, the ability of the nerves to conduct electrical impulses to and from the brain is disrupted, and this produces the various symptoms of MS.

    Approximately 400,000 Americans have MS, and every week about 200 people are newly diagnosed. Most are between the ages of 20 and 50, and women are affected two to three times as much as men. Worldwide, MS may affect 2.5 million individuals.

    What Causes MS?

    While the exact cause of MS is unknown, most researchers believe that the damage to myelin results from an abnormal response by the body’s immune system. Normally, the immune system defends the body against foreign invaders such as viruses or bacteria. In autoimmune diseases, the body attacks its own tissue. It is believed that MS is an autoimmune disease. In the case of MS, myelin is attacked.

    Scientists do not yet know what triggers the immune system to do this. Most agree that several factors are involved, including:
    • Genetics
    • Gender
    • Environmental Triggers
    [Possibilities include viruses, trauma, and heavy metals (toxicology)]

    domenica 10 maggio 2009

    Auguri Anna

    Anche se fisicamente lontana, Amelia Strega è un'amica sincera.
    Una persona buona che ho avuto la fortuna di incrociare in questo mondo virtuale ed il piacere di conoscere ed abbracciare di persona!
    Grazie Strega, sei grande!!!

    Ecco le parole che mi ha dedicato:
    Alla cara amica Anna nel giorno del suo genetliaco. un augurio sincero...
    Una poesia su un fiore che reputo splendido.. il papavero.
    Perchè? perchè credo che le assomigli... riesce a rallegrare il cuore e a brillare nel buio.. un sole nel sole...

    martedì 5 maggio 2009

    Here comes the sun for attirma

    Questo bellissimo video mi è stato dedicato dall'amico Gio in occasione del mio compleanno.
    Sono felice ed anche un pochino commossa che Gio abbia fatto questo lavoro tutto per me!
    Pubblico il messaggio di auguri che mi ha inviato, talmente bello, che non ha bisogno di commenti... Eccolo:
    "Cara annA,
    Siccome penso proprio che non potrò proprio farti gli auguri di persona, ho pensato di farti cosa gradita, dedicandoti queste foto e questa musica.
    Auguro ogni bene a te e ai tuoi familiari. Una preghiera speciale perchè il Signore ti accompagni sempre, ogni giorno, nella gioia e nei momenti più difficili.
    Grazie per la tua amicizia così bella e preziosa.
    Un abbraccio e, se permetti, un grosso bacio.
    Gio"

    lunedì 9 febbraio 2009

    Lago del Brugneto - Torriglia (Genova) - Parco Antola





    Fauna del Lago e della Val Brugneto
    Oltre a ricadere nei confini del parco dell'Antola, la Val Brugneto è stata inserita come Sito di Interesse Comunitario (SIC) nella Rete Natura 2000 grazie alla presenza di habitat e specie di pregio naturalistico e di interesse scientifico a livello europeo.
    Il lago, con una capacità pari a circa 25 milioni di mc d'acqua, rappresenta, nell'entroterra ligure, un'importante area di sosta per numerose specie di uccelli migratori: il cormorano (Phalacrocorax carbo), grosso uccello acquatico tuffatore, il limicolo cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), o l'ormai stanziale airone cenerino (Ardea cinerea) sono solo alcune delle specie che gli appassionati birdwatchers possono ammirare in volo sulle acque del lago.
    La presenza di aree prative ad interrompere la fitta copertura arborea, rende il territorio un habitat ideale anche per numerose specie di mammiferi. Non è affatto raro imbattersi nei segni di presenza del cinghiale (Sus scrofa), o poter osservare il danino (Dama dama), la cui popolazione in Val Brugneto è in costante crescita. I suggestivi scorci panoramici che si aprono sulle anse più riparate, permettono altresì di osservare la ricca fauna ittica del lago, composta prevalentemente da carpe, persici sole, persici trota, alborelle, tinche e barbi.

    Oltre a diverse specie di anfibi, tra cui la rana temporaria (Rana temporaria), le limpide acque dei corsi che alimentano l'invaso ospitano il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), specie prioritaria ai sensi della direttiva habitat nonchè importante indicatore di qualità dell'ambiente fluviale.
    La Diga


    Il lago del Brugneto è originato da una diga a gravità alleggerita posta a sbarramento dell'omonimo torrente, affluente del Trebbia. L'impianto iniziò ad erogare acqua nel 1960, la costruzione iniziò 5 anni prima, dopo anni di studi e osservazioni risalenti già al primo dopoguerra.

    La deviazione del suo naturale deflusso, allo scopo di "dissetare" la città di Genova, ha reso il Brugneto il polmone della rete degli acquedotti genovesi nonchè la principale riserva idrica in Liguria.
    La diga è posta a circa 800m. slm, è lunga 260m ed ha un'altezza massima di 80m. E' dotata di 3 scarichi che permettono di prelevare acqua a quote diverse a seconda del livello del lago e del grado di purezza.
    Per raggiungere Genova l'acqua percorre 13Km di galleria attraverso un canale con pendenza 1/1000. La portata media di acqua ad uso potabile verso la città si aggira durante l'anno sui 1200l/sec, con portata massima di 2100l/sec. Il bacino alimenta anche due centrali idroelettriche, una ubicata alla base della diga e una costruita in galleria a Canate (Davagna-Ge), che ha prodotto, dal 1961 ad oggi (anno 2008), dai 20 ai 40 milioni di kWh/anno.
    Il principale impianto di potabilizzazione è situato alle porte di Genova: una volta resa potabile, l'acqua è immessa nella rete di distribuzione per servire la parte orientale della città e alcuni comuni della riviera ligure come Recco, e Pieve Ligure. Possono inoltre attingere acqua dal bacino del Brugneto il Lago di Val Noci, l'Acquedotto Civico e l'Impianto di filtrazione del Comune di Torriglia, nonchè l'ex Consorzio Uscio-Bargagli-Lavagna, che distribuisce l'acqua ai comuni dell'entroterra genovese verso levante.
    Itinerario intorno al lago
    Il Sentiero Brugneto è un percorso escursionistico ad anello di circa 14 Km, accessibile da diverse località della Val Brugneto.
    Segnavia: un cerchio giallo pieno barrato.
    Lunghezza del percorso: 14Km
    Tempo di percorrenza: 5/6 ore
    Difficoltà: facile
    Si può percorrere l'intero tracciato o, semplicemente, tratti da una località all'altra.
    Raggiungibilità:
    In auto: gli accessi principali sono situati presso la diga, raggiungibile da Torriglia (Ge) percorrendo la SP.15 per la località Santa Maria del Porto e quindi per la diga. In alternativa, da Montebruno (Ge)- SS45 Ge-Pc, si percorre la SP.15 seguendo le indicazioni per Retezzo.
    Trasporto pubblico: da Genova-Piazza Verdi, servizio extraurbano per Torriglia e coincidenza per le località Garaventa, Campo Maiotto, Costa di Paglia, Bavastri, Caffarena, Rondanina.


    Foto attirma© 09.02.2009
    Testo gentilmente concesso dall'Ufficio dell'Informazione ed accoglienza turistica di Torriglia, sede di Via N.S.della Provvidenza 3, 16029 Torriglia- Ge Tel. 010944931.©

    mercoledì 28 gennaio 2009

    IL CRISTO DEGLI ABISSI 2009 nel parco acquatico protetto di Portofino


    Pubblico questo post grazie alla gentile concessione del canale YouTube amicidelvideo2009 http://www.youtube.com/watch?v=ELcpSJuFkvc

    Il Cristo degli abissi è una statua bronzea posta nel 1954 sul fondale della baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino all'interno dell'Area Marina Protetta di Portofino, a 17 metri di profondità.La statua nacque da un'idea di Duilio Marcante che, a seguito della morte di Dario Gonzatti durante un'immersione nel 1950, spinse per la posa di una statua di Cristo sul fondale marino; il 22 agosto 1954 la statua del Cristo degli abissi viene posta nella baia di fronte a San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino.La statua, alta circa 2,50 metri e realizzata dallo scultore Guido Galletti, venne posta grazie alla Marina Militare Italiana a circa 17 metri di profondità, fu portata sul fondo grazie a molti subacquei tra cui Giorgio Fontana; le mani del Cristo, rivolte alla superficie (o al cielo, se non si trattasse di una statua subacquea) sono aperte in segno di pace.La baia di San Fruttuoso prospeciente l'Abbazia di San Fruttuoso. Appena più a destra, in mare, è immersa la statua del Cristo.Per ottenere il bronzo della statua vennero fuse medaglie, elementi navali (perfino eliche di sommergibili americani donati dall'U.S. Navy) e campane. A seguito della morte di Marcante venne posta una targa sul basamento della statua in sua memoria.Nel 2003 la statua è stata restaurata per preservarla dalla corrosione e dalle incrostazioni e, soprattutto, per riattaccarle la mano staccata da un'ancora, per poi essere riposizionata sott'acqua il 17 luglio 2004 su un nuovo basamento, ad una profondità inferiore a quella precedente.(Genova, 15 ottobre 1914 8 novembre 1985) , considerato il "padre" della didattica subacquea italiana, è stato un subacqueo italiano.A lui, assieme a Luigi Ferraro, si deve la nascita nel 1948 del metodo didattico italiano, mirato all'avvicinamento alla subacquea, sviluppatosi poi fin dal 1957 nei corsi della Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee (FIPSAS).Prima della Seconda Guerra Mondiale Marcante, assieme a Egidio Cressi (fondatore poi della Cressi-sub), Luigi Ferraro, Ludovico Mares (fondatore della Mares) e altri si dedicarono allo sviluppo delle prime strumentazioni per la subacquea.Durante la guerra l'attività di Cressi e di Marcante subisce un notevole rallentamento, ma nonostante questo nel 1943 viene fondata la Cressi-sub nell'entroterra ligure, dove anche Marcante si trasferisce per contribuire alla produzione delle attrezzature. Dario Gonzatti crea in questi primi laboratori il prototipo sportivo dell'autorespiratore ad ossigeno (ARO) sulla base dello stesso respiratore usato dalla Marina Militare. Conosciuto durante una battuta di pesca subacquea Luigi Ferraro, questi viene inserito nel gruppo.Quando Dario Gonzatti muore durante un'immersione nel 1947 Duilio spinge per la posa di una statua di Cristo sul fondale marino; il 22 agosto 1954 la statua del Cristo degli abissi viene posta nella baia di fronte a San Fruttuoso, vicino a Camogli.Il 15 maggio 1948 nasce l'Unione Sportivi Subacquei, (USS), la prima associazione italiana di questo tipo. Nel 1949 la Federazione Italiana Pesca Sportiva (ora FIPSAS) assorbe l'associazione, pur lasciando libertà organizzativa a Ferraro e amici e spingendo in modo insperato lo sviluppo della didattica propedeutica alla disciplina.Nel 1954 l'USS si scioglie, dando vita a svariate associazioni a carattere locale; Marcante assume l'incarico di organizzatore e istruttore del neonato Centro Subacqueo Mediterraneo di Nervi, mantenendo sempre la sua totale autonomia.Nel 1959 nasce infine la Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee (CMAS), adottando la didattica sviluppa fino ad allora.Negli anni seguenti Marcante continua a perfezionare i programmi didattici delle varie organizzazioni sportive, istruendo anche Carabinieri, Guardie di Finanza, Vigili del Fuoco e militari.
    (Grazie all'amico Nicola e alla concessione del materiale fotovideo personale dell'escursione Subaquea al Cristo degli Abissi assieme ai suoi amici Sub!!!)

    mercoledì 26 novembre 2008

    La Starna (Perdix perdix)

    Classe: Uccelli
    Famiglia: Fasianidi
    Genere: Starna

    Originaria della Steppa, immigrata nelle nostre zone coltivate dove era frequente incontrarla nei campi e prati aridi.
    In Italia l'ambiente che meglio le consente di vivere e riprodursi è abbastanza localizzato: Piemonte a sud del Po, Appennini settentrionali e centrali fino in Toscana.
    La starna era presente anche in Valpadana, Umbria, Maremma, Marche e Lazio ma, le mutate condizioni dell'ambiente (agricoltura intensiva o, all'opposto, abbandono dei terreni collinari, caccia, inquinamento) ne hanno decretata in alcune zone anche la scomparsa.
    La sua eventuale presenza è dovuta, talvolta, a "maldestri" ripopolamenti annuali che quasi sempre sono del tutto negativi, soprattutto se effettuati in febbraio-marzo.
    La scomparsa di idonei habitat, e qui mi riferisco alla Provincia di Genova (Italy) ove risiedo, rende inutili eventuali tentativi di reintroduzione di brigate di starne allo scopo di ripopolare "naturalmente" i territori circostanti. Si consideri inoltre che gli animali immessi, nati in incubatrice, allevati a mangime, trattati con antibiotici, al momento dell'immissione sul territorio hanno pochissime possibilità di scampare alla fame ed ai nocivi.

    LA STARNA E LE STAGIONI

    Per ogni stagione uno stile di vita!
    A marzo si formano le coppie, ed essendo monogame, resteranno unite fino alla scomparsa di uno dei partner.
    Scelto il luogo ove nidificare, delimitano il territorio scacciandone gli intrusi.
    La femmina depone le uova nel nido, sito in una piccola conca nel terreno e foderato d'erba o fieno, in numero da 8 a 15. Vengono incubate da 23 a 25 giorni ed i pulcini sgusciati sono vivacissimi e precoci, la loro permanenza nel nido è di poche ore: giusto il tempo per "prender forza". Subito al seguito dei genitori per lezioni di vita, non facile, poichè tanti sono i nemici di questo uccello.
    In caso di pericolo, la madre si finge ferita e si fa inseguire dall'assalitore allontanandolo dalla brigata, per tornare dai piccoli quando il nemico è distanziato.
    Le brigate, compatte, in caso di sbrancamento si chiamano con insistenza fino al ricongiungimento del gruppo.
    La starna, pur essendo granivora, non disdegna vermi, insetti, lumachine e piccoli frutti. Raramente beve, le basta la rugiada che raccoglie dall'erba.
    A settembre:
    "passano la notte fra i culmi de' grani, in ottobre esse dormono nei campi arati, il primo chiarore dell'alba nascente le desta; la loro testicciola esce da sotto l'ala che la ricopriva; esse scuotono le loro piume arruffate, si chiamano a vicenda e le vicine compagne rispondono" (Ghidini)

    MASCHIO O FEMMINA?

    I sessi si distinguono per una macchia color cioccolato a forma di ferro di cavallo, presente nel ventre dei maschi adulti.
    Il piumaggio, per ambo i sessi, è nella parte superiore bruno rossiccio su dorso e sovraccoda. Tinta bianco-fulva su scapolari e copritrici alari. La testa bruna, striata di brunastro, petto grigio con variegature nere e marroni, addome bianco, zampe grigio-brune.

    PER CONCLUDERE... "La smorfia"...

    Sognare una starna: desideri irrealizzabili. Numeri della cabala: 58 - 81
    Sognare molte starne: felicità. Numero: 36.
    ... Sogni d'oro a tutti!!





    Scatti delle immagini effettuati in Valbisagno (Genova - Italy) Novembre 2008

    mercoledì 12 novembre 2008

    english setter ... il Re del vento!



    Le origini
    Diverse sono le ipotesi sulle origini del setter inglese.Le caratteristiche riscontrabili ancor oggi nella razza furono date al setter dagli inglesi. Dall'opera di ricerca, selezione ed allevamento alla quale si dedicò nel 1800 l'allevatore Sir Edward Laverack , si ha la nascita della razza del setter inglese "Setter Laverack". In Italia la razza fu ulteriormente perfezionata e fissata da illustri ed abili allevatori tanto che i nostri setter sono oggi i migliori nel mondo.

     
    Caratteristiche fisiche
    Robusto ma non pesante elegante armonioso.
    Testa dolicocefala lunga, asciutta e leggera con stop ben pronunciato.
    Il cranio è ovale tra gli orecchi, con protuberanza occipitale ben marcata.
    Collo ben muscoloso e magro, leggermente arcuato nella parte mediana superiore, congiunzione con la testa nettamente marcata, orecchie attaccate in basso, occhi grandi, brillanti, dolci, espressivi e intelligenti in posizione semilaterale di colore nocciola scuro il più possibile, l'arcata sopraccigliare nettamente separata dalla fronte, le palpebre ben aderenti al bulbo oculare, colore del margine marrone o nero.
    Coda inserita grossa e robusta alla radice va diminuendo verso la punta ,di media lunghezza, leggermente incurvata o a scimitarra.
    Gli arti sono solidi e dotati di buona muscolatura. Il dorso è corto e orizzontale, il rene largo, leggermente inarcato, forte e muscoloso. 
    Pelo fine setaceo stirato circa 5/6 cm, raso sulla testa ad eccezione della faccia esterna del padiglione orecchie, ed ai lati dell'avambraccio, del tarso e metatarso.
    Il tronco sta nel rettangolo.
    Manto bianco e nero (blu-belton) bianco arancio (lemon belton) bianco marrone (liver belton) tricolore (bianco a macchie nere e focature), le moschettature possono essere più o meno numerose e le macchie più o meno grandi, la pelle sottile e ben aderente al corpo in ogni regione.
           Carattere e comportamento
    Dolcissimo, sensibile, intelligente e socievole.
    Andatura in caccia al gran galoppo (spigliato) elegantissimo e rapido ma non impetuoso. Portamento di testa e di naso alto, ma non in modo costante e rigido.
    Fermatore solido con attitudine al recupero e riporto.
    Sempre attivo e vigoroso
    Taglia: 56-62 cm al garrese il maschio; 54-60 la femmina.
    Peso da 20 a 30 kg.




    Le foto pubblicate sono del mio setter inglese Kim, oggi quattordicenne!

    martedì 11 novembre 2008

    Piumetto rosso... io lo chiamo così!

       Il suo nome è in realtà "callistemon speciosus", ma a me piace chiamarlo piumetto rosso per i suoi rossi pennacchi che fioriscono alla sommità dei rami.
    E' un arbusto di provenienza australiana appartenente alle mirtacee che, per la sua rusticità, può abbellire il nostro giardino in cambio di pochissime attenzioni.


    L'ho comprato tre anni fa e da allora mi ha regalato una fioritura dopo l'altra.  In primavera ed estate i fiori sono abbondanti ma anche in inverno, quando il giardino è spoglio, i suoi piumetti rossi rallegrano gli occhi con un tocco colorato...

    ...Come ben descrive questa foto dove i fiori sono spruzzati di neve:
    La foto "innevata" ci mostra che la rusticità di questa pianta ben sopporta anche temperature rigide.
    Appena la temperatura si fa più mite api e bombi si affaccendano su queste soffici corolle che, considerato il continuo viavai, ritengo siano ricche di nettare!

     Alla caduta dei petali compaiono sullo stelo dei piccoli frutti sferici, che al tatto emanano un aroma simile all'eucalitpo.


                                                                         Eccoli:...



    Immagini scattate a Bargagli (Valbisagno-Genova) mt.750slm
            
                               





    sabato 18 ottobre 2008

    Funghi : meraviglie del bosco...





      In autunno il bosco cambia abito: si spoglia del verde intenso ed indossa una moltitudine di colori, dal giallo pallido al rosso sgargiante, ricopre il suolo di un folto tappeto di foglie che siamo soliti definire "morte".

    .
                                                        In relatà, degradandosi, contribuiscono ad arricchire il terreno di sostanza organica essenziale per la nascita e lo sviluppo di nuova vita, quindi la loro morte non avviene invano...In questa stagione il bosco non riposa... anzi! E' il periodo in cui, furtivamente e silenziosamente nel sottobosco si manifestano prodigiose forme: i funghi!
    Quanto pubblico oggi, riguardo al Regno fungi,  spero sia l'accenno di un argomento a cui vorrei dedicarmi nel particolare.
      





    venerdì 17 ottobre 2008

    Genova - entroterra: Bargagli

    La Strada Statale 45 può considerarsi una delle maggiori arterie dell'entroterra genovese: sale al colle della Scoffera, attraversa Torriglia, Gorreto, Ottone e Bobbio per sfociare nella piana di Piacenza. Lungo il primo tratto del suo itinerario si incontrano Bargagli e le sue frazioni. Il nome del paese deriva dal monte alle sue spalle: Croce di Bragalla, mt.864slm. La più antica testimonianza di Bargagli si trova nelle parole del Vescovo di Genova Raperto nel 916, quando parlando ai cugini Giovanni e Michele disse:"que posite sunt in finibus Bargalina". Il paese iniziò il proprio cammino civile con le strade percorse da viandanti e mercanti, ne rimane testimonianza nella "Strada del Sale" verso la Fontanabuona e l'Emilia. Nei primi anni del '600, Bargagli faceva parte della Podesteria del Bisagno, e nelle sue terre incominciava una formazione civile più consona ai dettami amministrativi assegnati alle comunità dell'entroterra dalla Repubblica della Grande Genova. Bargagli è investito dell'autorità comunale nel 1825, a questa data ci riportano i documenti. Contemporaneamente e a seguire negli anni, sul territorio rurale Bargaglino abbondano buoni pascoli, si svolge attività agropastorale e vengono prodotti frumento, patate, piselli, castagne, meliga, ortaggi in genere, uva ed altri frutti. All'epoca operava il "mercato", come attualmente testimoniato dalla omonima frazione. A seguire occorre citare anche le attività di vari artigiani: setaioli, tessitori, osti, fabbri, barilari, falegnami, muratori, calzolai, ecc. Occorre inoltre accennare alle cave per l'estrazione di calce, pietre ed ardesie. Ad oggi il comune di Bargagli è composto dei seguenti gruppi urbani: in Val Lentro troviamo La Presa, Viganego, Terrusso, e Cisiano. Poi Traso e Maxena situata a breve tratto dal belvedere di Sant'Alberto. Le colture agricole sono ormai ridotte ad orti per uso familiare, la bella natura forse un pò trascurata ma pur sempre bella, il silenzio ed i preziosi paesaggi sono una componente di questa antica comunità.

    Alcuni numeri: Altitudine 450m slm, abitanti oltre 2600, superficie 16Kmq, distanza da Genova centro: 20Km